26 Dicembre 2011
Finalmente arriva il giorno, per il noviziato, del primo campo invernale mobile. La partenza è prevista per le ore 15:30 in sede. Del noviziato siamo presenti: io (Federico Moroni), Federico Antonelli, Luca Romagnoli e Andrea Becci. Ci accompagnano il capo pattuglia novizi Angelo Curzi, Luca Paternoster e Lorenzo Crognaletti. Dopo un’oretta di viaggio arriviamo a San Vittore, dove parcheggiamo il pulmino pronti per partire, destinazione grotta del Mezzogiorno. L’inizio non è dei migliori, infatti sbagliamo strada ma ce ne accorgiamo in tempo… Diciamo che il buio della notte in un paesino di montagna ci aveva disorientato un po’. Trovato il sentiero giusto, ci fermiamo un attimo a pesare i nostri zaini. Il mio è risultato il più leggero… Piccolezze perché durante il cammino lo zaino pesava sempre di più. Un’ultima occhiata alla cartina e intraprendiamo il sentiero. Subito si è mostrato non dei più semplici, infatti era quasi sempre in salita. L’ultimo tratto è il più duro, ma con la nostra determinazione arriviamo alla grotta dove avremmo passato la notte. Cuciniamo di pattuglia, io e Andrea; Luca e Federico; Angelo, Luca e Lorenzo. La sera abbiamo fatto un fuoco serale con canzoni e giochi. Un momento di preghiera e finalmente tutti nei sacchi a pelo. Ho passato una notte lunghissima perché odio lo spazio chiuso delle grotte, ma ho superato anche questa paura!
27 Dicembre 2011
Finalmente è mattina!! Dopo una notte lunghissima passata dentro la grotta, al risveglio ci aspettava uno spettacolo mozzafiato: nella vallata sottostante, il piccolo paesino di San Vittore era sospeso tra le bassissime nuvole, sembrava quasi che galleggiasse nel vuoto! Anche la colazione non era di tutti i giorni, infatti ci siamo sistemati poco sopra all’entrata della grotta dove c’era una piccola rientranza da cui si poteva ammirare il panorama. Sono circa le 8:30 ed è ora di rimettersi in viaggio. Prima però abbiamo visitato il Foro degli Occhialoni, che spiegato in parole povere, è un foro naturale attraverso la montagna che collega due vallate. Li ci siamo raccolti in un momento di preghiera e abbiamo contemplato l’opera di madre natura. Ci rimettiamo in cammino, questa volta la destinazione è il paese di Genga. Come volevasi dimostrare, il sentiero era addirittura più faticoso del giorno prima. A svantaggiarci era anche il sole che picchiava nonostante fossimo in pieno inverno! Durante il cammino spuntavano anche chiazze di neve che ci hanno distolto il pensiero dalla stanchezza: bersaglio preferito “IL CROGNO”. Per pranzo ci siamo fermati in un paesino, nel quale l’unico abitante ci ha concesso l’uso di una fonte d’acqua potabile per dissetarci e poter cucinare. Si riparte. Questa volta dovevamo percorrere una strada asfaltata in discesa per raggiungere la vallata sottostante e un breve tratto in salita. In circa due ore siamo arrivati a Genga. Li abbiamo sistemato il nostro equipaggiamento nei locali parrocchiali dove avremmo passato la notte. Prima della cena, il parroco ci ha invitato alla Messa dove siamo stati incaricati di animarla con i canti. Personalmente sono stato colpito dalla numerosa gente presente in chiesa: noi e l’unica famiglia presente a Genga composta da 8 persone. Rifocillati dalla cena e dopo un momento di riposo, in cui ci siamo raccontati le nostre avventure scout, noi del noviziato abbiamo mostrato le nostre scenette su ciò che era successo in quei primi giorni di campo invernale. Risultato: scenette identiche. Dopodiché tutti nei sacchi a pelo, al calduccio dei locali parrocchiali e non di una grotta!
28 Dicembre 2011
Ecco, è arrivato il giorno più faticoso di tutto il campo! La mattina ci siamo svegliati sul presto. In breve tempo abbiamo raccolto le nostre cose e abbiamo lasciato Genga. Inizialmente incontriamo paesini lungo il cammino per poi intraprendere il sentiero di montagna. Durante la mattinata siamo giunti a Valle Scappuccia dove abbiamo sostato per fare qualche foto. Ma il bello è arrivato quando “il Crogno” per farci vedere le sue doti da arrampicatore, è scivolato su una roccia cadendo in mezzo al torrente! Tutti noi siamo scoppiati a ridere mentre Crogno era rimasto impassibile. Di nuovo a camminare. Dopo circa una mezzora abbiamo cambiato sentiero. Di sicuro è stato il più faticoso di tutti. Una salita interminabile sempre uguale che deviava con dei tornanti. Verso le 13:00 è stato un sollievo vedere che eravamo giunti ad un paesino dove, in precedenza avevamo stabilito di fermarci per il pranzo. Così è stato. Alle 15 circa ci siamo rimessi in marcia consapevoli di avere quasi tutta la strada in discesa per arrivare a San Vittore. Sono le 17 e abbiamo raggiunto il nostro obbiettivo, il pulmino che avevamo lasciato 2 giorni fa. Sembrava ormai finito il campo invernale e invece c’era un piccolo inconveniente: il pulmino non partiva! Tutti siamo scesi e con le nostre ultime energie lo abbiamo fatto partire a spinta… miracolo!! Tutto finito? No! Perché vicino all’uscita per Cupramontana ovest, il pulmino ha iniziato a spegnersi perciò abbiamo dovuto lasciare la superstrada per fermarci all’uscita di quest’ultima. A quel punto il pulmino non partiva più, pazzesco! Abbiamo dovuto chiamare i genitori per farci riportare finalmente a casa. Nonostante le difficoltà incontrate, sono rimasto entusiasta di questo primo campo mobile. Sicuramente un avventura assai diversa da quella di esploratore.
Buona Strada,
Federico Moroni.